Spettacolo

Beautiful, cosa c’è dietro la famosa sigla della soap: tutte le curiosità sulla colonna sonora

Beautiful prosegue il suo successo, ma oggi entriamo alla scoperta di una vera curiosità che ha a che fare con la famosa sigla.

Prosegue il grande successo di Beautiful, la soap opera americana che ormai da moltissimi anni è uno dei punti di riferimento della televisione italiana grazie alla messa in onda su Canale Cinque ogni giorno della settimana. Oggi torna al centro dell’attenzione per una curiosità.

In attesa infatti di scoprire che cosa succederà ai protagonisti delle storie, ci concentriamo sulla sigla, storica: nessuno può affermare di non conoscerla o di non averla sentita anche solo una volta nella vita. Dopo 7 mila puntate nessuno può davvero dimenticarla.

Ebbene, qualcuno di voi sa che quella che ascoltiamo al momento in apertura di puntata non è la sigla originale dello show? Infatti negli anni sono stati tanti i cambiamenti, anche quelli piccoli che l’hanno interessata. Ma entriamo nel vivo della questione per scoprire qualcosa di più.

Beautiful, esistono davvero tante versione della sigla della soap opera

Quindi, la prima cosa da tenere a mente è che la sigla che ascoltiamo adesso di Beautiful non è quella originale, negli anni è stata modificata in diverse occasioni. Partiamo dall’America, quella che va in onda oltre oceano è una versione strumentale del brano High upon this love di Dionne Warwick. Ma in Italia le cose sono diverse.

Il retroscena sulla sigla finale di Beautiful. Credits: Youtube @openingtitle (spraynews.it)

La sigla di apertura che ascoltiamo ogni giorno è stata composta da Roberto Colombo, che nei primi anni della messa in onda ha anche collaborato con altri maestri per la produzione dei vari temi musicale che si sentono come sottofondo per le scene. Il brano si intitola Tutti Beautiful ed è stato utilizzato in modo particolare come sigla dal 1990 al 2011. Poi da quel momento in poi le versioni sono cambiate e se ne sono susseguite tantissime altre. Le stesse che come punto in comune hanno sempre avuto quella della passerella dei Forrester, per chi non lo sapesse i personaggi sono infatti presentati come spettatori di una sfilata.

Discorso diverso per la sigla di chiusura. In questo caso, infatti, per quello che concerne l’America resta sempre uguale a quella di apertura, mentre in Italia la sigla mostra una donna con un grande cappello che maschera la sua identità e dei guanti viola che le coprono le mani. La musica, sempre composta da Roberto Colombo, prende il titolo di Beautiful Caroline. I

Insomma, un retroscena davvero pazzesco, no?

Argia Renda

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