Foto EPA/FLORENCE LO
L’inviato per il clima statunitense John Kerry è volato a Pechino per incontrare l’omologo cinese Xie Zhenhua e riprendere così i colloqui sul clima interrotti quasi un anno fa
Si sono incontrati oggi in una Pechino alle prese con temperature torride. E l’argomento non poteva essere più a tema. L’inviato statunitense per il clima John Kerry e l’omologo cinese Xie Zhenhua si sono stretti la mano per la prima dopo la rottura, quasi un anno fa, dei colloqui sul clima in seguito alla visita dell’allora presidente della Camera Nancy Pelosi a Taiwan, di cui la Cina rivendica la sovranità.
“Cina e Stati Uniti sono le due economie più potenti del mondo. Siamo anche i due maggiori responsabili delle emissioni di gas serra. Quindi l’imperativo dei nostri due Paesi di unirsi e lavorare insieme e mostrare al resto del mondo come possiamo cooperare e iniziare ad affrontare questo problema con l’urgenza che richiede è incredibile“, ha detto Kerry parlando con il capo negoziatore di Pechino per il cambiamento climatico.
“La crisi climatica richiede che le due maggiori economie del mondo lavorino insieme per limitare il riscaldamento globale”, perché “il cambiamento climatico è una sfida comune a tutta l’umanità”, gli ha fatto eco la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, assicurando che Pechino “lavorerà con Washington per affrontare le sfide e migliorare il benessere delle generazioni attuali e future”.
Kerry e Zhenhua sono vecchie conoscenze. Durante il primo mandato di Barack Obama, i due hanno negoziato l’intesa bilaterale che è poi sfociata negli Accordi di Parigi del 2015.
L’inviato degli Stati Uniti ha incontrato anche il premier Li Qiang, al quale ha ribadito che la lotta ai cambiamenti climatici rappresenta una sfida per tutto il pianeta: “Il Clima è un problema mondiale, non bilaterale, è una minaccia per tutta l’umanità”.
Quella di Kerry è la terza visita di un alto funzionario statunitense nell’arco di un mese in Cina. Prima di lui era volato a Pechino il segretario di Stato Antony Blinken. Poi, la scorsa settimana, è stata la volta della segretaria al Tesoro Janet Yellen.
La visita di Kerry in Cina avviene mentre il Paese è investito da ondate eccezionali di calore, con temperature che quasi quotidianamente sfiorano i 40 gradi. Nel fine settimana la colonnina di mercurio ha raggiunto il record di 52,2 gradi nella provincia nord-occidentale dello Xinjiang.
Da più di un mese la Cina sta facendo i conti non solo con ondate di calore anomale ma anche con piogge e inondazioni. Il caldo torrido rischia di mettere a dura prova i raccolti e la rete elettrica nazionale.
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