Pizza Margherita tagliata a fette (Spraynews.it)
Come si può riconoscere una pizza Margherita di qualità? L’esperto indica i dettagli da osservare in quella che è la pizza suprema.
La Margherita è considerata la pizza suprema, la più amata in assoluto, la più consumata in tutto il mondo. Esistono tanti tipi di pizza Margherita, ma ci sono dei dettagli che non tutti sanno riconoscere ma che ne indicano la qualità. Scopriamo cosa rende unico questo tipo di pizza e le caratteristiche che deve avere un prodotto di prestigio.
L’esperto pizzaiolo elenca tutti i dettagli da osservare, a cominciare dal cornicione. Questo deve essere dorato, e deve presentare delle macchie di leopardo, che indicano la buona cottura. I punti di colore scuro sono distribuiti lungo i bordi e alla base della pizza. Devono essere distribuiti in modo omogeneo, ma non devono essere eccessivi.
Altro dettaglio che riguarda il cornicione riguarda l’alveolatura. Non deve essere super bombata e gonfia. Quella della bolla alveolata gigante è un falso mito. Anche la base della pizza è molto importante. Dunque, prima di tagliarla, è bene sollevarne una parte per accertarsi che non sia rimasta attaccata troppa farina, la quale la rende più amara e anche un po’ indigesta.
E poi occorre annusare un pezzetto di pizza. Come fare? Si strappa un pezzetto di cornicione e si annusa. Non ci devono essere note alcoliche, deve odorare di pane caldo appena sfornato. Si deve sentire l’odore della mollica, ma questo deve essere delicato, se troppo forte significa che i tempi di maturazione (almeno 6 ore) non sono stati rispettati.
Solitamente, l’impasto oggi si lascia lievitare anche 12 ore, perciò i tempi di maturazione sono quasi sempre sicuri. Dal bordo al centro, indirizzando lo sguardo alla mozzarella, la quale non deve essere troppo liquida. La mozzarella da utilizzare è il fior di latte strizzato, per ridurre il quantitativo di siero.
L’olio d’oliva, invece, deve essere di qualità, italiano. Il sapore dell’extravergine d’oliva è inconfondibile, ma ci sono pizzerie che utilizzano anche altri tipi di olio, come quello di soia, dal sapore più delicato, e che non altera o sovrasta il sapore del pomodoro e della mozzarella.
E la salsa di pomodoro? L’esperto suggerisce di assaggiare un po’ di pomodoro da solo, prima di addentare la piazza. Il pomodoro non deve mai essere troppo acido. Se la pizza Margherita romana deve essere croccante e tesa, quella napoletana deve essere molliccia, quando si soleva una fetta deve piegarsi verso il basso.
Alla masticazione, l’impasto deve risultare leggero, e si deve sciogliere in bocca. Non deve risultare gommoso e non croccante (per la pizza napoletana). Infine, è importante la digestione. Una pizza leggera si digerisce bene e in fretta. Ingredienti genuini, impasto maturato bene, cottura corretta, aiutano la digestione. Preparare una pizza in casa, buona come quella delle pizzerie, non è semplicissimo, ma si può provare: ecco come preparare un ottimo impasto.
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