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In questo modo non paghi l’affitto, ma il Fisco può considerarlo un contratto simulato: attenzione alla novità

C’è un metodo che consiste in una precisa tipologia di contratto d’affitto per risparmiare: ma attenzione al Fisco e ai suoi controlli.

In Italia, alcuni proprietari possono cadere nella tentazione di evadere le tasse e le imposte derivanti dal normale contratto di locazione simulando un contratto di comodato per il loro immobile. Tuttavia, questa pratica può comportare conseguenze legali e fiscali non indifferenti per tutte le parti coinvolte.

In questo articolo, analizzeremo i rischi associati alla simulazione di un comodato di beni immobili e cosa si può fare per evitare di incorrere in sanzioni e multe. Scopriremo anche quali sono le differenze tra un contratto di comodato e un contratto di locazione e perché è essenziale conoscere queste differenze.

Così si può evadere il Fisco: il contratto d’affitto perfetto

Il comodato è un contratto disciplinato dall’art. 1805 c.c. che permette a una parte di concedere temporaneamente e gratuitamente l’uso di un bene a un’altra, la quale si impegna a restituire il bene entro un periodo prestabilito. Il comodato d’uso di una casa può essere utilizzato per diversi scopi, come ospitare un parente in difficoltà economica o permettere a un amico di utilizzare temporaneamente la casa mentre è in vacanza.

Comodato d’uso (Spraynews.it)

Tuttavia, alcuni proprietari possono simulare un contratto di comodato per evadere le tasse e le imposte derivanti dal normale contratto di locazione. Nel caso in cui il proprietario chieda il denaro per il comodato, si tratta di una locazione simulata da comodato che può portare a maggiori sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, il proprietario non potrà accedere alla procedura di sfratto, ma dovrà introitare un giudizio civile ordinario.

È importante distinguere tra un contratto di comodato e un contratto di locazione, poiché il primo non prevede il pagamento di un canone d’affitto. Nel caso di comodato simulato, il fisco può considerarlo un contratto simulato e richiedere maggiori tasse e sanzioni. Inoltre, in caso di dispute legali, il conduttore/comodatario non può testimoniare in quanto diretta parte interessata nel processo.

La simulazione del comodato in locazione può essere dimostrata con una prova della volontà effettiva delle parti, soprattutto del proprietario se una terza parte intende promuovere un giudizio civile per accertare la natura del contratto. Tuttavia, è importante prestare attenzione a questo aspetto contrattuale, poiché può portare a conseguenze legali e fiscali non indifferenti.

Pertanto, in caso di necessità di utilizzo temporaneo di un bene immobile, è fondamentale stipulare un contratto di comodato in maniera legale e trasparente. Evitando di cadere nella trappola dell’affitto simulato. In questo modo, il proprietario eviterà di pagare maggiori tasse e sanzioni, e il comodatario potrà godere dell’uso del bene senza problemi legali.

Sophia Melfi

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