Imballaggio di polistirolo (Spraynews.it)
Niente più microplastiche in giro, l’alternativa al polistirolo è già disponibile e pronta ad essere commercializzata
La lotta all’utilizzo della plastica è ancora all’inizio ma senza ombra di dubbio è importante riuscire ad eliminare questo prodotto dal quotidiano, soprattutto in quel che riguarda materiali considerati usa e getta e che finiscono quindi inevitabilmente nell’imbrattare il nostro pianeta in maniera massiva. Tra questi elementi non solo piatti e bicchieri di plastica ma anche imballaggi, cassette e molto altro per la quale viene utilizzato il famoso polistirolo. Questo derivato della plastica è pericolosissimo per via del suo potere di ridursi in micro pezzi in poco tempo e finire così per diventare un pericolo per la vita di centinaia di specie di essere viventi sia terrestri che marini. Il futuro però potrebbe dire addio all’utilizzo di questo materiale grazie ad un’azienda che sembra aver trovato un’alternativa validissima e soprattutto bio.
Il polistirolo è una delle materie plastiche maggiormente disperse nel mondo e soprattutto negli oceani, non è raro imbattersi sulle spiagge in cumuli di questo materiale e per far sì che la questione cambi sono diverse le alternative messe al vaglio. Uno dei prodotti ad aver per ora maggiormente convinto il mercato sembrerebbe tuttavia essere quello proposto dall’azienda tedesca Proservation, che ha trovato nella pula di grano il sostituto perfetto del polistirolo.
La pula di grano rappresenta un sottoprodotto dell’agricoltura che fin ora è stato utilizzato solo marginalmente, attraverso la compressione e l’utilizzo di un legante ecologico brevettato questo scarto può tuttavia diventare un ammortizzante perfetto, resistente agli urti tanto quanto il polistirolo ma con la differenza di essere biodegradabile al 100%. Il nome scelto per questo prodotto è “Recou” e con questo materiale si possono creare tavolette isolanti, imballaggi o qualsiasi cosa per la quale è stato fin ora utilizzato il polistirolo.
Anche la resistenza all’umidità di Recou è altissima riuscendo a non dimostrare segni di muffa prima di una settimana in condizioni di umidità del 70%. Ovviamente in condizioni di umidità maggiore di questa questo materiale inizia a decomporsi, ma in effetti questo non può essere considerato un male visto che è proprio questo fattore che lo rende di tanto valore.
Al momento l’azienda tedesca si sta impegnando per iniziare una produzione massiva, entro il 2024 un grosso impianto è già ipotizzato e con esso potremmo forse iniziare a trovare Recou nei pacchi portati dal corriere a migliaia di persone ogni giorno. Senza dubbio per sostituire il polistirolo del tutto serve ancora del tempo ma questi primi importanti passi sottolineano la volontà comune di raggiungere questo obiettivo, nella speranza di sovvertire le sorti del nostro pianeta che, continuando di questo passo, sarebbero segnate.
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